cime di rapa fingher food

Cime di rapa in punta di dita (One bite size broccoli)

Ricordate le cime di rapa stufate che ho postato qualche mese fa? Bene oggi ve le propongo in veste diversa, un po’ chiccosa, adatta per l’aperitivo o un buffet. Io ho servito queste deliziose tartine per il buffet del mio … Continua a leggere Cime di rapa in punta di dita (One bite size broccoli)

freschezza estiva

Freschezza estiva (Tuna and tomato fingerfood)

Avvertite già nostalgia dell’estate ufficialmente andata via? Ecco la ricettina giusta per tornare con il gusto e la mente alle belle insalatone di pomodoro, basilico e tonno di cui chiunque ha fatto scorpacciata sotto il solleone, in qualsiasi periodo dell’anno. Ho detto tornare con il gusto mica con la forma! Quello di oggi è un mignon di pasticceria salata, che rielabora quei gusti sotto forma di un bocconcino che conquisterà tutti. Tutti tutti, anche quelli che non hanno gli stampi adatti perché vi suggerisco anche come presentarlo in maniera alternativa e semplificata!
Per i Veg-lettori sappiate che presto arriverà un altro mignon di pasticceria da me rielaborato in veste del tutto vegana e di altrettanto gradevole impatto visivo (e so già che la mia amica Ravanello Curioso, che ringrazio per la trecentesima volta per la premiazione, sarà sempre più intenzionata ad acquistare lo stampo per mini mezza sfera).
Do you already miss the summer? I don’t! However here is the recipe that will give you the taste of those delicious tuna and tomato salads you love in summer… but… in an innovative shape. Should you are Vegan is coming soon a similar recipe total veggy! Occhiolino

freschezza estiva

Cos’è, cos’è questa freschezza estiva? Panna cotta al tonno poggiata su un cracker o un dischetto di pasta brisée, sormontata da gelée di pomodoro (ovviamente la forma può essere cambiata e vi propongo nel procedimento anche una versione semplificata per chi non avesse questo tipo di stampi)! Vi posso assicurare che il mix di sapori e di consistenze manderà in visibilio le vostre papille gustative. Servite come antipasto freddo o in un buffet andranno a r-u-b-a! In più le preparate e le conservate in congelatore per diverse settimane, le montate 10 min prima di servirle ed in un batter d’occhio avrete pronto il vostro delizioso antipastino! Occhiolino
What are we talking about? what is this? Here it is on a round cracker a small  tuna“panna cotta” and a tomato gelée. I propose you this fancy shape but, should you have not the right molds, I wil also show you a simple way to serve it! You can store them in the freezer and assemble them whenever you are guests for dinner! every body will love them, I assure you!

Ingredienti per circa 35 mignon (For about 35 servings):
Per intolleranze e sostituzioni vedi nota a piè di lista!

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Mini tramezzini al salame

Mini sandwiches al salame (One bite size salami sandwiches)

Avete chiesto a gran voce altro salato ed io vi proponga una bella ricetta, perfetta per la pausa tea, di pasticceria… salata ovviamente!!! ;D Eh si! Forse non tutti sanno che in Inghilterra il tea delle 5 viene preferibilmente accompagnato … Continua a leggere Mini sandwiches al salame (One bite size salami sandwiches)

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“Faij e fogghij” buone anche per un brunch! :O

Faij e Fogghij, fuori dalla Puglia, Fave e Verdure…

Purè di fave

Non è un piatto, è un racconto.
Il racconto dei contadini che svuotavano intere pagnotte per riempirle di purè di fave e consumarle nei campi, a metà della giornata di fatica e lavoro.
Il racconto del mestolo di legno che da noi si chiama “cucchiara ti li faij” (cucchiaio delle fave) tanto è radicato questo piatto nella nostra tradizione.
Il racconto di ogni venerdì in cui dopo la scuola mia nonna ci faceva trovare “li faij” con i bastoncini di pesce fritto o qualche volta i gamberetti fritti.
Il racconto dei prodotti della terra, ognuno dei quali si sposa bene con questo purè: li fogghij (lett. le foglie, ma significa verdura di campagna, che cresce spontanea e soprattutto amara), gli ortaggi tutti, i pomodori, i peperoni verdi fritti, persino la frutta, l’uva e le mele in primis.
E’ il racconto del pane raffermo che non va buttato, ma tagliato a pezzi e mischiato al purè.
E’ il racconto del giorno dopo, in cui scaldi le fave con un filo d’olio e rendi un avanzo più buono e ricco.
E’ il racconto della “spurchia” da estirpare da sotto le piante delle fave, dei baccelli secchi da calpestare con i piedi, delle vecchiette sedute nei cortili che “mozzicano le fave” con delle pietre per ingannare i lunghi pomeriggi di fine estate. Le puoi sentire dalla strada, puoi sentire quel ritmo cadenzato sempre uguale che quasi concilia il sonno.
E’ il racconto delle pignate sul fuoco e della cucina antica ed autentica.
E’ il racconto di innamorati il cui core batte per l’amata e “scquacquarescia comu ‘na pignata di faij” (=fa il rumore delle fave in ebollizione nella pignata sul fuoco).

E’ il racconto della mia vita. E’ il mio piatto preferito. E’ povero e ricco allo stesso tempo. Non c’è niente come le fave. Non cc’è nientij comu li faij.

E come si fanno le fave? La prima volta che le ho cucinate avevo circa 14 anni, mi sembrò una cosa semplice in fin dei conti, bisognava solo fare attenzione a non farle attaccare al fondo della pentola. Mia madre mi elogiò dicendo che non era da tutti esserne capaci. In verità la cosa “difficile” o meglio “laboriosa” delle fave è il contorno! A casa mia le fave si accompagnano con di tutto e di più (un po’ l’utilizzo che al nord si fa della polenta, ma assolutamente non c’è paragone: le fave sono buone anche senza niente!!!): insalata di pomodori e caroselle (detta acqua e sale), friggitelli fritti e salati con sale grosso, peperonata e naturalmente li fogghij: la verdura. Quella che c’è. A me piacciono moltissimo anche con la frutta!

Ogni famiglia ha la sua ricetta e segreto di preparazione. La ricetta che indico qui è quella che mi ha insegnato mia madre, che a sua volta l’ha appresa dai suoi genitori, e che grosso modo corrisponde anche al modo di prepararle di mia nonna paterna. Mi sono concessa una piccola divagazione SOLO sulla presentazione in bicchierini che lasceranno i vostri amici superfighi del brunch senza parole e soprattutto desiderosi di averne ancora!!! Il gusto, ve lo assicuro, è superautentico D.O.C.G.! Occhiolino

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Ingredienti:

  • ‘na francata di faij secchi a testa (= per ogni persona contare una quantità di fave secche contenuta nelle mani “a coppetta” di una donna adulta e non esile!)
  • acqua (q.b. a coprire a filo le fave nella pentola)
  • sale (meglio poco, al massimo se ne aggiunge alla fiine)
  • olio di oliva della Puglia (circa due cucchiai a testa)
  • pane raffermo
  • verdure, ortaggi, friggitelli, lampascioni, insalata di pomodori, …di tutto e di più

Regole d’oro:

  • Mettere a bagno le fave secche poche ore! L’ideale è metterle a bagno la mattina presto (es. 6:00) per cuocerle verso la tarda mattinata. Mai metterle a bagno dalla sera prima, perdono tutto il sapore (nonno docet).
  • Le fave devono essere tutte della stessa “mamma”, ovvero provenire da uno stesso raccolto (o essere della stessa grandezza), altrimenti le singole fave cuoceranno in tempi diversi o peggio ne rimarrà qualcuna cruda (nonna docet).
  • Di regola appena l’acqua inizia a bollire bisogna eliminare con una schiumarola la schiuma che fuoriesce dalle fave. Mio nonno era contrario. Dipende dai gusti!
  • Evitare di aggiungere le patate (alcune scuole di pensiero le prevedono, a me piacciono senza!) o di cuocere le fave in un brodo (come fa la Parodi, ma dove l’ha visto??!!)
  • Ricordate che le fave per la prima fase della cottura vanno lasciate in pace, mescolatele il più tardi possibile (quando l’acqua sarà quasi completamente assorbita).
  • Occhio agli schizzi in fase di ebollizione: a parte il colore, dovete considerare il purè di fave lava!
  • Le fave dopo la cottura vanno sbattute con forza cu la cucchiara ti li faij (con il mestolo di legno). Ma va bene anche aiutarsi con uno sbattitore elettrico!!!

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Procedimento:

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Grissini sfogliati

Iniziamo la settimana con una ricetta faaaaacile facile facile e veloce: i grissini sfogliati, ottimi sia come spuntino veloce che per fronteggiare l’arrivo inatteso di ospiti! Potete infatti congelare questi grissini da crudi (li disponete prima distanziati su un vassoio e quando sono ben congelati li riponete in sacchetti di plastica)per poi cuocerli e servirli ancora caldi ai vostri amici. Il sapore di quelli che vedete in foto ricorda molto quello degli snack friends cameo! Da rifare (anche in versione biscottini… coming soon!). Per la ricetta ho preso spunto da una trovata su una scheda di Bicchieri sfiziosi… Ebbene si! … Continua a leggere Grissini sfogliati